Come risparmiare sul riscaldamento domestico
Come risparmiare sul riscaldamento domestico
Contenere la spesa per il riscaldamento e’ un obiettivo comune, soprattutto nei mesi piu’ freddi. Gli interventi possibili sono di due tipi: quelli che riducono il fabbisogno di calore dell’abitazione e quelli che riguardano il generatore. Spesso conviene partire dai primi, perche’ incidono su qualsiasi impianto si utilizzi.
Ridurre il fabbisogno prima di cambiare impianto
- Isolamento: coperture, pareti disperdenti e cassonetti sono i punti in cui si perde piu’ calore.
- Serramenti: guarnizioni in buono stato e vetri adeguati limitano le dispersioni e gli spifferi.
- Regolazione: cronotermostato e valvole termostatiche permettono di scaldare gli ambienti solo quando e quanto serve.
- Manutenzione del generatore esistente: un impianto tarato e pulito consuma meno di uno trascurato.
La stufa a pellet come sistema integrativo
Tra i sistemi alternativi, l’installazione di una stufa a pellet viene spesso valutata per riscaldare uno o piu’ ambienti. Il pellet e’ un combustibile derivato da scarti di lavorazione del legno e il suo costo per unita’ di calore puo’ risultare inferiore a quello di altri combustibili, ma il confronto dipende dai prezzi di mercato del momento, dal rendimento dell’apparecchio e da quanto lo si utilizza: e’ bene farlo sui propri consumi reali, non su percentuali generiche.
Installazione: che cosa prevede la normativa
L’installazione di un apparecchio a biomassa non e’ un intervento fai-da-te. Deve essere eseguita da un installatore abilitato ai sensi del D.M. 37/2008, che al termine rilascia la dichiarazione di conformita’. Le regole tecniche di riferimento sono la norma UNI 10683 e le istruzioni del fabbricante, che indicano per quel singolo modello i requisiti del locale, le distanze minime dai materiali combustibili, le protezioni necessarie e le prese d’aria: queste distanze variano da apparecchio ad apparecchio e non possono essere ricavate da indicazioni generiche. Vanno inoltre verificati l’idoneita’ e il dimensionamento del sistema di evacuazione dei fumi, oltre agli eventuali regolamenti comunali e regionali sulla qualita’ dell’aria, che in alcune aree limitano l’installazione degli apparecchi meno performanti.
Manutenzione e uso corretto
- Controlli periodici dell’apparecchio e pulizia della canna fumaria con la frequenza prevista dalle istruzioni e dalle norme locali, affidati a personale qualificato.
- Pulizia ordinaria: rimozione della cenere e del braciere secondo il manuale d’uso.
- Pellet certificato: la qualita’ del combustibile influisce su resa, residui e durata dei componenti.
- Rilevatore di monossido di carbonio: un’accortezza utile in presenza di apparecchi a combustione.
Combinando riduzione delle dispersioni, buona regolazione e un generatore installato e mantenuto a regola d’arte si ottiene il risultato piu’ stabile nel tempo, senza rinunciare al comfort.